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MOSTRE, EVENTI, WORKSHOP

Un pezzo importante dell’archeologia industriale del distretto conciario, la Conceria dell’Orologio a Ponte a Egola, edificata nella seconda metà dell’Ottocento, torna a vivere nello spazio espositivo Casaconcia, sede del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale. 

IN CORSO

Sabato 20 giugno 2020 - ore 17

“piccole storie di figuranti anonimi”: la mostra di valerio comparini

“La mente irrequieta di Valerio Comparini porta alla ribalta i figuranti della provincia – scrive Serena Becagli, critico d’arte – le storie buffe e un po’ amare di personaggi qualunque, che probabilmente non ambivano nemmeno a metterci a conoscenza dei loro difetti e delle loro banalissime storie. E invece eccoli su un piedistallo, come se avessero deciso, con un “colpo di stato”, di abbattere i monumenti dedicati ai grandi eroi, ai personaggi importanti, per prendere nottetempo il loro posto, per venire alla ribalta a raccontarci le loro personalissime e un po’ scottanti verità. La forma sembra quella classica della vignetta pubblicata su un giornale, le teste sovradimensionate, i caratteri decisamente accentuati, come se l’artista avesse preso a un certo punto i suoi schizzi e li avesse ingranditi fino ad assumere l’importanza di un quadro, andando ad enfatizzare ancora di più le imperfezioni”

PROSSIMAMENTE

inaugurazione sabato 7 Marzo 2020 - ore 17

PICCOLE STORIE DI FIGURANTI ANONIMI

mostra-comparini

La mente irrequieta di Valerio Comparini porta alla ribalta i figuranti della provincia le storie buffe e un po’ amare di personaggi qualunque, che probabilmente non ambivano nemmeno a metterci a conoscenza dei loro difetti e delle loro banalissime storie. E invece eccoli su un piedistallo, come se avessero deciso, con un “colpo di stato”, di abbattere i monumenti dedicati ai grandi eroi, ai personaggi importanti, per prendere nottetempo il loro posto, per venire alla ribalta a raccontarci le loro personalissime e un po’ scottanti verità. La forma sembra quella classica della vignetta pubblicata su un giornale, le teste sovradimensionate, i caratteri decisamente accentuati, come se l’artista avesse preso a un certo punto i suoi schizzi e li avesse ingranditi fino ad assumere l’importanza di un quadro, andando ad enfatizzare ancora di più le imperfezioni”

MOSTRE CONCLUSE

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